Dallo stabilimento abusivo allestito da un uomo che senza autorizzazioni noleggiava sedie, lettini e ombrelloni, ai cantieri non autorizzati per locazioni turistiche spuntati come funghi, fino agli accessi a mare murati e chiusi con cancelli e new jersey ai prefabbricati trasformati in case-vacanza. Il far west del turismo abusivo è localizzato tra Torre a Mare, Cala Padovano e Cozze in territorio di Mola di Bari, fino a raggiungere Polignano (porto Contessa) e Monopoli (Torre Incina e Capitolo). È quanto emerge dai report pubblicati dai Comuni e dall’esito dei servizi straordinari predisposti dalle forze dell’ordine in questo periodo di maggiore afflusso turistico. Sui 30 chilometri del tratto Torre a Mare-Monopoli, il personale della Guardia costiera, unitamente agli agenti della Polizia locale e alla Guardia di finanza, è impegnato in un servizio finalizzato al contrasto dei fenomeni di abusivismo.
A Polignano a Mare, gli agenti della Polizia locale agli ordini del comandante Nicola Leone, hanno sequestrato un cantiere abusivo nel centro storico. I proprietari, del posto, avevano avviato l’ampliamento di un vecchio edificio a fini turistici. A seguito di sopralluogo, la Polizia locale ha ordinato la sospensione dei lavori e sottoposto l’immobile a sequestro preventivo. Quattro gli abusi rilevati sul tratto di costa compreso tra Polignano a Mare e Monopoli: a porto Contessa il proprietario di un edificio abusivo è stato denunciato all’autorità giudiziaria; a Cala Incina, gli agenti della Polizia locale hanno rilevato, in un cantiere, opere difformi dalle autorizzazioni concesse; denunciato il presunto responsabile. In zona Torre Incina, la Guardia di finanza ha rilevato irregolarità e revocato la concessione demaniale ad una impresa ittica del posto.










