«No al project financing a Marina d’Aequa; no alla privatizzazione delle spiagge». A dirlo a gran voce sono stati i numerosi cittadini che venerdì sera si sono riuniti alla spiaggia del Pezzolo per una pacifica protesta contro la continua riduzione delle aree di spiaggia libera attuata negli ultimi anni lungo la costa del Comune di Vico Equense. L’iniziativa è nata con l’obiettivo di tutelare il diritto di tutti a fruire liberamente del mare. Carta d’Amalfi, Sorrento c’è: «Questo il nostro modello per un turismo sostenibile»

Ad esasperare gli animi, non soltanto la critica situazione attuale ma anche la preoccupazione per il futuro. Ad oggi le uniche piccole porzioni di arenile completamente libero sono quelle del Pezzolo e delle Calcare presso Marina d’Aequa, mentre a Marina di Vico nemmeno un centimetro è più destinato a chi vuole stendere un telo mare. Per non parlare dei gestori degli affidamenti delle zone di spiaggia libera attrezzata che dovrebbero solo garantire il servizio ombrelloni, lettini e pulizia ma che la fanno da padroni. Risale a pochi giorni fa, infatti, la festa privata organizzata sul demanio pubblico dal gestore denominato «Antico bagno» che, insieme al Relais retrostante, ha posizionato sull’arenile luci, poltroncine gonfiabili, impianti per la musica, con persone in spiaggia in orario non consentito. Una situazione vergognosa a cui i cittadini dicono basta. E non solo. Pochi mesi fa la giunta guidata dal sindaco Peppe Aiello ha dichiarato la fattibilità preliminare del project financing di un intervento per la progettazione, realizzazione e gestione degli interventi di riqualificazione del litorale e dell'approdo turistico di Marina di Aequa. Un’operazione dal valore complessivo di 13.757.993,90 euro che dovrebbe essere eseguita da una rete temporanea di impresa composta dalla quasi totalità degli imprenditori del borgo stesso. Un progetto che riguarda il tratto di costa compreso tra Piazza Marina di Aequa e il Pezzolo e che prevede diverse opere pubbliche e infrastrutturali tra cui anche una piazzetta proprio sulla foce del Rivo d’Arco, con grandi perplessità da parte dei geologi, oltre a un’ulteriore riduzione della spiaggia libera. A tutto questo i cittadini dicono no. All’evento, presenti anche i deputati del M5s Gaetano Amato, Carmela Auriemma e Carmen Di Lauro, il senatore Orfeo Mazzella e il deputato Avs Francesco Borrelli. A fare da padrona di casa la consigliera comunale Francesca Esposito. Particolare indignazione ha suscitato la passerella del Pezzolo, costruita dai proprietari dello stesso relais che ha organizzato la festa illegittima in spiaggia. «Il Comune ha acconsentito alla realizzazione di tale opera, perché? Per l’accesso ai disabili presso la spiaggia pubblica? La stessa spiaggia dove la postazione dei disabili è posizionata nel fondo in una location palesemente poco consona? Si tratta di una passerella che casualmente finisce in una struttura privata, la stessa che ha organizzato una party che non avrebbe potuto organizzare» afferma Francesco Borrelli. E sul project financing si esprime il senatore Mazzella. «Il solo pensiero di costruire una piazza che occlude il Rivo d’Arco è da folli. Lo dimostrano studi geologici. Si tratta della foce di un rivo: qualora si verificassero fenomeni di flussi di acque e detriti la potenziale piazza esploderebbe come un tappo di spumante».