di Giorgio Boratto
Sono passati 25 anni, un quarto di secolo, dai fatti del G8 di Genova e posso dire che quelle cose tremende successe furono dovute in massima parte per la cattiva gestione delle forze dell’ordine. Una squadra di Carabinieri ad esempio fermò un cittadino per chiedere quale strada prendere per raggiungere il centro città. A mio avviso, chi era a capo della sicurezza si dimostrò non all’altezza e preso forse da una sorta di revanscismo, uno stato d’animo di vendetta, dovuto alla vittoria della destra alle elezioni del 13 maggio di quello stesso anno. Berlusconi aveva vinto e la destra si prendeva tutto. Gianfranco Fini diventò il ministro dell’Interno.
I cosiddetti ‘Black Bloc’, non furono fermati e invece furono attaccati i manifestanti inermi. Anche la carneficina alla scuola Diaz, che era stata adibita a dormitorio, fu una azione di vendetta poliziesca contro i manifestanti.
Io ricordo che dalla cittadella della Polizia, così veniva chiamata la zona della Fiera del Mare dove alloggiavano i poliziotti, si levavano i canti fascisti tipo ‘faccetta nera’ e ‘giovinezza’. Ricordo anche l’intervento dei ‘famosi’ celerini di Padova, istituiti da Mario Scelba per la repressione delle proteste di piazza. Anche il carabiniere che sparò a Carlo Giuliani si rivelò un giovane inesperto mandato allo sbaraglio su una camionetta. Insomma una gestione di quelle giornate del G8 davvero colpevole; da non dimenticare anche gli abusi dei poliziotti e carabinieri sui manifestanti, calpestando anche i più elementari diritti.












