Per anni, l’estate al supermercato è stata una faccenda relativamente semplice: più acqua, gelati, frutta e insalate; meno minestre e prodotti da forno. Bastava alzare le temperature e abbassare i tempi di preparazione.
Oggi, però, il caldo non cambia soltanto ciò che compriamo, cambia il momento in cui usciamo, la distanza che siamo disposti a percorrere e il canale attraverso il quale facciamo la spesa.
Giugno 2026 è stato il secondo più caldo dal 1950 nel Nord Italia e il quarto a livello nazionale. Nell’Europa occidentale, addirittura, il più caldo mai registrato. Eppure, i fatturati della gdo italiana non hanno seguito una traiettoria altrettanto rovente.
Il caldo non fa sempre boom
Secondo le rilevazioni NielsenIQ pubblicate da Repubblica, le vendite sono cresciute dell’1,23% nella settimana dal 15 al 21 giugno e dello 0,51% in quella successiva. Tra il 29 giugno e il 5 luglio sono invece diminuite dello 0,44%, per tornare positive, +0,94%, dal 6 al 12 luglio.










