di
Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Secondo Confesercenti le ondate di calore possono pesare fino allo 0,4% del Pil. Aumentano bollette e costi per le imprese, cala la produttività e cambiano acquisti e vacanze.
Il caldo non è più soltanto un'emergenza estiva. È diventato una variabile economica con cui famiglie, imprese e città devono fare i conti ogni anno. Le ondate di calore non incidono solo sulla salute o sulla qualità della vita: aumentano le bollette, rallentano il lavoro, impongono nuovi investimenti e cambiano il modo di fare acquisti, di viaggiare e di consumare. Secondo una stima di Confesercenti, convivere ogni anno con 30-60 giorni di caldo intenso può costare all'Italia tra i 6 e i 12 miliardi di euro, pari allo 0,2-0,4% del Pil.
La stima arriva mentre il Ministero della Salute ha esteso il bollino rosso a 16 città italiane. Un segnale che, per l'associazione, conferma come il caldo estremo non possa più essere considerato un fenomeno eccezionale, ma un elemento destinato a incidere in modo stabile sull'economia del Paese.










