Il caldo è "da bollino rosso anche per l'economia", pesa "su imprese e costumi" avverte Confesercenti, che stima: "Convivere ogni anno con trenta-sessanta giorni di caldo intenso può pesare sull'economia italiana tra i 6 e i 12 miliardi di euro, pari a circa lo 0,2-0,4% del Pil, tra maggiori costi energetici, minore produttività, investimenti obbligati e fatturato perso nei settori più esposti". "Il caldo estremo è diventato una vera e propria tassa climatica", commenta il presidente Nico Gronch -, una variabile economica strutturale. Incide su investimenti, produttività, spesa e abitudini di consumo, anche turistiche".

"Una sfida che non si vince lasciando il problema all'iniziativa delle singole famiglie e imprese - commenta Gronchi -. Servono interventi strutturali". A stimare l'impatto delle alte temperature sull'economia del Paese è un approfondimento dell'ufficio economico di Confesercenti. "La voce più pesante è quella degli investimenti ormai obbligati — impianti di climatizzazione più efficienti, fotovoltaico, schermature e riqualificazione energetica degli immobili —, valutati tra i 2 e i 4 miliardi. Seguono i maggiori costi per l'energia, tra i 2 e i 3 miliardi, legati alla necessità di raffrescare più a lungo, e il calo della produttività del lavoro nelle giornate di caldo intenso, stimato tra 1,5 e 3 miliardi. Si aggiungono infine 1-2 miliardi di fatturato perso nei settori più esposti, dall'edilizia all'agricoltura fino alla logistica e al commercio ambulante".Per la climatizzazione estiva, una famiglia spende "in media circa 150 euro, cifra che potrebbe arrivare fino a 400 nel giro di pochi anni. Vanno inoltre considerati l'acquisto e la sostituzione dei condizionatori, il maggior consumo idrico e le spese sanitarie legate allo stress termico. Il caldo rischia così di trasformarsi in una sorta di nuova tassa climatica, che grava soprattutto sui redditi medio-bassi e sulla popolazione anziana". E - avverte ancora Confesercenti "una dinamica simile riguarda anche le imprese: un bar o un negozio che oggi sostiene 3.000 euro l'anno per il raffrescamento potrebbe trovarsi a spenderne 5.000-6.000 in breve tempo, cui si sommano gli investimenti ormai indispensabili in impianti più efficienti e nella riqualificazione energetica degli immobili, un vero e proprio ostacolo di capitale per le microimprese".