L’ondata di forte caldo che sta attraversando la penisola in questi giorni sta delineando un quadro preciso sui mercati all’ingrosso italiani, condizionando in modo netto sia l’offerta che le abitudini di acquisto dei consumatori. Se da un lato l’afa intensa spinge la domanda verso prodotti stagionali freschi che non richiedono cottura, come le insalate, i pomodori e la frutta fresca, dall’altro si registra una fisiologica contrazione della richiesta nelle grandi città. Questo fenomeno è legato al fatto che i centri urbani iniziano a svuotarsi per l’avvio delle ferie estive e per i primi flussi verso le località balneari, spostando il carico di lavoro principale sui mercati all’ingrosso che servono direttamente le zone costiere. Lo rilva la Borsa della Spesa, il servizio di BMTI e Italmercati, con il supporto di Consumerismo No Profit. Al momento, le temperature elevate non hanno provocato ripercussioni al rialzo sui listini dei prodotti ortofrutticoli. Al contrario, il forte caldo accelera il naturale deperimento della frutta dopo la raccolta, spingendo gli operatori a mantenere prezzi al ribasso per favorire un flusso rapido delle merci ed evitare che il prodotto si rovini. Nel comparto della frutta si segnalano quotazioni all’ingrosso particolarmente convenienti, a partire dalle ciliegie. Rispetto alla scorsa stagione caratterizzata da una grave mancanza di prodotto che aveva bloccato i prezzi tra i cinque e i dieci euro al chilo, quest’anno non si registrano criticità legate al maltempo. I listini sono in forte calo e partono da 2,00 euro/Kg per il prodotto italiano di pezzatura piccola, fino ad arrivare ai 5,00 euro/Kg per i calibri maggiori. Per quanto riguarda le albicocche, si nota un’ampia forbice di prezzo determinata dal cambio varietale.
Caldo, cambia la spesa degli italiani: più frutta e verdura, prezzi stabili nonostante l'afa
E il rapido deperimento dei prodotti induce gli operatori del mercato a mantenere i listini stabili o in diminuzione per favorire la vendita









