L’adozione della legge regionale 36 scatena un putiferio. Si tratta di una normativa, approvata dalla Regione Puglia, che offre la possibilità di recuperare immobili in completo stato di abbandono e degrado. Parliamo di opifici e scuole abbandonate come un vecchio istituto magistrale, la ex cantina sociale, l’ex distilleria. La legge prevede che i proprietari degli immobili o l’investitore possa demolire, ricostruire, ottenere un cambio di destinazione d’uso e anche una maggiore volumetria. L’opposizione ha molto da dire. In particolare il consigliere Luca Di Napoli (Pd): «Un provvedimento di questa portata viene presentato e poi approvato in aula in pochi giorni. Avevamo chiesto di discuterne più approfonditamente in commissione. Non siamo contrari in linea di principio».
Tra le osservazioni critiche: «L’intervento di rigenerazione è previsto su un numero enorme di aree. Addirittura un ex oleificio a ridosso della chiesa di Santa Maria Maggiore, dove attualmente c’è una palestra con piscina regolarmente funzionante. I vantaggi sono solo per imprese edili e proprietari e quali vantaggi avrà la comunità?».
Sui prezzi: «Ho i miei dubbi che saranno calmierati perché se l’intervento avviene in zone appetibili al centro di Acquaviva, tutte urbanizzate, il proprietario non venderà a prezzi bassi».












