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Roberta Merlin

Padova, la vittima è riuscita a chiedere aiuto in un bar: l'uomo era furioso perché il giorno prima aveva incassato solo 150 euro

«Aiutatemi, vi prego. Mio marito vuole uccidermi». È riuscita a pronunciare solo poche parole prima di crollare in lacrime davanti al bancone di un bar del quartiere Sacro Cuore a Padova. È finito così, nella tarda mattinata di giovedì scorso, l’incubo di una ventenne romena al quinto mese di gravidanza che, secondo quanto ricostruito dalla polizia, da tempo viveva prigioniera del marito, costretta a prostituirsi, picchiata con ferocia e isolata da chiunque potesse aiutarla. Per l’uomo, un connazionale di 26 anni, si sono aperte le porte del carcere con le accuse di maltrattamenti in famiglia e sfruttamento della prostituzione.

Il ricovero in ospedaleLa giovane, sfinita da continui soprusi e violenze, ha trovato il coraggio di fuggire quando il marito, dopo l’ennesima notte di maltrattamenti, si è addormentato. La giovane è uscita dall’alloggio in cui la coppia viveva da pochi giorni e ha raggiunto a piedi un bar della zona. Al titolare ha raccontato in fretta quello che stava accadendo, implorandolo di chiamare la polizia. La telefonata al 113 ha fatto scattare l’intervento delle volanti e della Mobile che in pochi minuti hanno raggiunto il locale. Quando gli agenti sono arrivati, la ventenne era sotto choc, sul corpo aveva evidenti ecchimosi, è stata dunque subito accompagnata in ospedale, dove oltre alle cure necessarie i medici hanno verificato anche le condizioni del bambino che porta in grembo.