PADOVA - Una ragazza di vent'anni, incinta di cinque mesi, brutalmente picchiata dal marito, minacciata di morte, costretta a prostituirsi anche durante la gravidanza. E se non guadagnava abbastanza, altre botte e il divieto di farsi medicare in ospedale. Isolata da tutti, provata del cellulare e della possibilità di parlare con chiunque all'infuori del compagno. Un calvario a cui la giovane è stata sottoposta per mesi, terminato quando è scappata rifugiandosi in un bar. Il marito, 26enne cittadino romeno, è stato arrestato ed è indagato per maltrattamenti e sfruttamento della prostituzione. Reato del quale era già stato accusato quando aveva appena 18 anni.

L'intervento La tremenda vicenda viene alla luce il 16 luglio. In un bar della zona Sacro Cuore entra una ragazza incinta. Sconvolta, disperata, chiede aiuto e dice che il marito l'ha picchiata e minacciata di morte. Scatta la segnalazione al 113, arriva la polizia. La portano in ospedale e dal suo racconto emerge l'orrore vissuto tra le mura domestiche.Le violenze Quel giorno il marito 26enne l'aveva picchiata, per l'ennesima volta, perché i 150 euro che lei il giorno prima aveva ottenuto prostituendosi non erano per lui abbastanza. L'uomo infatti la costringeva ad avere rapporti sessuali con altri anche dopo l'inizio della gravidanza. Lei aveva provato a opporsi, ma anche in quel caso era stata picchiata. La notte tra 15 e 16 luglio l'aveva anche costretta a mettersi in ginocchio per punizione e a restare in quella posizione per ore. Solo quando lui si era addormentato lei era riuscita a scappare dal b&b dove alloggiavano e aveva chiesto aiuto al bar. Le successive indagini hanno evidenziato come il 26enne avesse totalmente isolato la moglie, controllandone ogni movimento e impedendole persino di andare in ospedale per farsi curare dopo le percosse e per monitorare la gravidanza, proprio perché temeva venissero scoperte le ecchimosi che lui stesso le causava.Le accuse Il 26enne, rintracciato nel b&b e arrestato, deve rispondere dei reati di maltrattamenti in famiglia e sfruttamento della prostituzione. Reato quest'ultimo per il quale già era stato indagato quando aveva 18 anni. Lui è stato trasferito in carcere mentre, con l'attivazione del Codice rosso, la moglie è stata affidata a una struttura protetta.Nel corso della tarda mattinata di giovedì 16 luglio, alla Sala Operativa della Questura perveniva la segnalazione da parte del gestore di un bar nel quartiere Sacro Cuore a Padova che aveva contattato il numero di emergenza 113, chiedendo l’intervento della Polizia in quanto una giovane donna, in stato interessante, si era rifugiata all’interno del locale, affermando di essere stata picchiata dal marito, che l’aveva minacciata di morte.Sul posto intervenivano immediatamente gli agenti delle Volanti e della Squadra Mobile, i quali provvedevano a soccorrere la donna e ad accompagnarla in Ospedale, iniziando a raccogliere le prime informazioni per meglio delineare la ricostruzione dei fatti.I poliziotti pertanto contestualizzavano come la giovane si fosse recata poco prima presso il bar per chiedere aiuto, poiché il marito, un 26enne rumeno, l’aveva picchiata, nonostante fosse incinta al 5° mese di gravidanza, in quanto non soddisfatto dei soldi provenienti dall’attività di prostituzione, a cui era obbligata la giovane moglie, cifra di 150 euro relativa alla giornata prostitutiva precedente.Gli investigatori riscontravano, altresì, come anche nei giorni addietro, la 20enne fosse stata picchiata dal marito perché aveva opposto il rifiuto a svolgere l’attività di prostituzione a causa dell’avanzamento dello stato di gravidanza, ma il marito, in tutta risposta, l’aveva più volte minacciata e percossa.Il culmine delle violenze, nel corso della notte del 16 luglio, quando la donna veniva nuovamente malmenata e minacciata di morte e addirittura costretta a posizionarsi e stare in ginocchio come “punizione” per diverse ore: la giovane donna, stremata, riusciva a scappare e a chiedere aiuto soltanto perché il marito ad un certo punto si addormentava.Dalla ricostruzione degli investigatori, inoltre, è emerso come il 26enne rumeno esercitasse delle pressioni psicologiche, isolando socialmente la moglie, controllandola assiduamente, impedendole di avere contatti con altre persone e condurre una vita sociale.I poliziotti riscontravano ancora come l’uomo le avesse impedito di effettuare visite mediche proprio per il timore che i sanitari scoprissero le ecchimosi che presentava sul corpo o addirittura potessero rilevare conseguenze negative sullo stato di gravidanza avanzata a causa dei maltrattamenti fisici.Dai successivi accertamenti emergeva come il 26enne fosse stato già indagato dalla Squadra Mobile, quando era appena 18enne, sempre per il reato di sfruttamento della prostituzione ai danni di un’altra donna rumena.Il 26enne rumeno, rintracciato nella struttura ricettiva in zona Sacro Cuore, dove si era trasferito da alcuni giorni con la moglie, è risultato non svolgere alcuna attività lavorativa, ed è stato tratto in arresto in flagranza differita per maltrattamenti in famiglia oltre che indagato per sfruttamento della prostituzione.Al termine degli accertamenti di rito è stato poi associato presso la Casa Circondariale di Padova a disposizione della Procura della Repubblica di Padova, e la giovane vittima collocata presso una idonea struttura.Il Questore della provincia di Padova, Marco Odorisio, ha attivato l’Ufficio Immigrazione ai fini dell’avvio della procedura di allontanamento del cittadino comunitario.