La corrente riformista del Pd si schiera a sostegno della creazione del fondo per la difesa comune. La lettera sulle posizioni a sostegno dell'Ucraina e la frecciata alla segretaria dem Elly Schlein sulle spese militari contrapposte a quelle per ospedali e scuole

Si smarcano dalla linea della segretaria Elly Schlein i riformisti del Pd che si dicono favorevoli all’aumento delle spese per la Difesa, senza che questo debba per forza significare una riduzione dei fondi per sanità e istruzione. A firmare la presa di posizione sono 13 esponenti dell’area riformista dem: Alfredo Bazoli, Nicola Carè, Graziano Delrio, Piero Fassino, Giorgio Gori, Lorenzo Guerini, Roberto Montanari, Simona Malpezzi, Virginio Merola, Lia Quartapelle, Filippo Sensi, Walter Verini e Sandra Zampa. Pur dichiarandosi sempre a favore dello sviluppo di una Difesa comune europea, Schlein finora si è sempre dichiarata contraria all’aumento delle spese militari, nella convizione che la misura non sarebbe stata sostenibile se non togliendo risorse a scuole, ospedali e aiuti alle famiglie.

Perché più spesa per la sicurezza non significa meno welfare

Nel testo, i tredici parlamentari scrivono che «più spesa per la sicurezza non significa meno welfare» e spiegano che con il fondo Safe l’Unione europea va proprio in questa direzione, mettendo a disposizione «fondi comuni aggiuntivi per aumentare la difesa senza tagliare il welfare». Per i firmatari la tenuta di una democrazia non si misura solo sulle capacità militari, ma anche sulla qualità delle istituzioni e sulla fiducia dei cittadini nella continuità dei servizi e dei diritti.