Nuova bocciatura per la discarica Castella, giunta al terzo tentativo di realizzazione, dopo le precedenti bocciature. Il Tar di Brescia ha accolto il ricorso presentato dal Comune contro il provvedimento della Provincia di Brescia che aveva escluso dalla procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) il progetto di recupero dei rifiuti presenti nell’area La Castella. Con la sentenza, il Tar ha condiviso integralmente l’impostazione sostenuta dal Comune, riconoscendo che il progetto di recupero dei rifiuti non può essere considerato autonomo rispetto a quello della discarica, ma ne costituisce una parte inscindibilmente collegata, e che il procedimento avviato dalla società La Castella (interamente controllata da Garda Uno, mutiutility composta da Comuni del Garada con una quota del 9,76% anche della Provincia) fosse finalizzato a modificare una prescrizione ambientale fondamentale, già contenuta nel Provvedimento autorizzatorio unico (Pau), attraverso una frammentazione procedimentale non consentita. Per questa ragione, ha disposto l’annullamento del provvedimento provinciale di esclusione dalla Via.

"La sentenza – spiega una nota della Loggia - è un riconoscimento delle ragioni sostenute dal Comune, insieme con le Amministrazioni comunali di Rezzato, Castenedolo e Borgosatollo, a tutela del territorio e conferma la necessità che interventi di questa rilevanza siano valutati nel loro complesso, senza artificiose separazioni che rischiano di alterare il quadro ambientale già oggetto di valutazione". Resta ora pendente il giudizio relativo al Pau che ha autorizzato la realizzazione della discarica. Su tale procedimento il Tar ha rimesso alla Corte costituzionale una questione di legittimità e l’udienza è fissata per il prossimo 6 ottobre. "Il Comune continuerà a sostenere le proprie ragioni anche in quella sede, nella convinzione che la tutela della salute, dell’ambiente e del territorio debba rimanere il principio guida di ogni decisione amministrativa". F.P.