Roma – “La grazia a Mario Roggero, se ci sarà, sarà prerogativa del presidente della Repubblica”. Ma su una cosa Francesco Paolo Sisto, penalista, senatore e viceministro della Giustizia, vuol essere chiaro: la clemenza non è e non potrà mai essere un quarto grado di giudizio.

Ecco, allora, viceministro, partiamo dal giudizio. Come giudica il percorso penale di Roggero?

“Non conosciamo le motivazioni della sentenza della Cassazione, che arriveranno solo tra 90 giorni. Ad oggi, perciò, possiamo basarci solo sulla sentenza d’appello, che è molto chiara”.

Su quali aspetti?

“A Mario Roggero sono state concesse due attenuanti, ovvero la provocazione e le attenuanti generiche. Considerando i due omicidi e un tentato omicidio, e prescindendo dal caso specifico, con tutti i suoi risvolti, si tratta di una pena mite”.