L’intelligenza artificiale come nuova Via della Seta. Modelli open source, infrastrutture digitali e standard tecnologici si aggiungono, o in parte sostituiscono, a porti e ferrovie. La Cina di Xi Jinping punta a trasformare l’Ia non soltanto in un motore della crescita economica nazionale, ma anche in uno dei principali strumenti della propria proiezione internazionale. È questo il messaggio emerso dalla Conferenza internazionale sull’intelligenza artificiale (Waic), aperta venerdì a Shanghai direttamente da Xi. Per la prima volta, il presidente cinese ha partecipato di persona all’evento, una scelta che testimonia come questa tecnologia sia ormai considerata una priorità industriale, strategica e diplomatica.

NEL SUO INTERVENTO Xi ha annunciato la nascita di un’Organizzazione mondiale per la cooperazione sull’intelligenza artificiale (Waico), nuovo organismo con sede a Shanghai a cui hanno aderito 29 paesi, tra cui Russia, Pakistan, Indonesia e Kazakistan. Se negli anni Dieci la Belt and Road ha cercato di costruire una rete di connessioni fisiche tra la Cina e il resto del mondo, oggi Pechino prova a fare lo stesso nel cyberspazio, proponendosi come promotrice di un ecosistema tecnologico multipolare, alternativo a quello guidato dagli Stati uniti.