Pechino prepara un piano da 295 miliardi di dollari in cinque anni per data center e infrastrutture digitali, mentre l’export beneficia del boom globale dell’IA e attenua l’impatto delle tensioni in Medio Oriente. L’Europa, invece, prova a rincorrere tra regole, investimenti ancora limitati e una capacità industriale che non tiene il passo

La Cina sta trasformando l’intelligenza artificiale in una leva di politica industriale nazionale. Pechino sta preparando un piano da circa 2.000 miliardi di yuan, pari a 295 miliardi di dollari, da spendere in cinque anni soprattutto per una rete di data center interconnessi, con il coinvolgimento delle grandi imprese statali e con una forte preferenza per tecnologia domestica, inclusi i chip prodotti in Cina o da fornitori come Huawei.