Il difensore Stefano Marcolini: "Fiduciosi per la grazia, ma tempi non brevi". Il leader leghista: "Con lui lungo abbraccio, è sereno. Su Mattarella nessuna pressione, sceglierà liberamente"

Prima notte in carcere a Bollate per Mario Roggero, il gioielliere che da ieri è detenuto nel penitenziario del milanese dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo. Il 72enne oggi ha ricevuto la visita del vicepremier e ministro Matteo Salvini e avuto un colloquio con il suo legale, Stefano Marcolini, all'interno del carcere.

“Sì, sì, però dobbiamo sapere che i tempi per un’istruttoria presidenziale non sono brevi”, ha risposto Marcolini dopo aver visitato il gioielliere a chi gli chiedeva se siamo fiduciosi per la domanda di grazia presentata. “La domanda di grazia è una prospettiva interessante, ma anche quella è di medio termine”, ha aggiunto il legale.

Quanto all’appello che ieri Roggero, prima di costituirsi, ha rivolto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendogli di “mettersi una mano sulla coscienza”, il legale ha precisato: “Si è rivolto in modo forse un pochino diretto, però tutte le dichiarazioni vanno contestualizzate. Ieri Mario ha fatto un lungo discorso all'interno del quale si è forse rivolto in modo un po' diretto al capo dello Stato, ma ha anche detto tante altre cose che umanamente mi hanno fatto sorridere”.