Ha varcato la soglia del carcere di Bollate nel tardo pomeriggio di venerdì, provato ma fermo sulle sue posizioni. Dopo la notte in cella, oggi è dunque il primo giorno da detenuto per Mario Roggero, il gioielliere 72enne di Grinzane Cavour (Cuneo), condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per il duplice omicidio e il ferimento dei rapinatori che, nell'aprile 2021, presero d’assalto il suo negozio.

Una vicenda drammatica che per la giustizia italiana non rientra nel perimetro della legittima difesa, dato che i colpi furono esplosi in strada mentre i malviventi erano in fuga, ma che per una larga fetta di opinione pubblica e per il centrodestra resta "un profondo paradosso".

Mario Roggero al suo arrivo nel carcere di Bollate

“Per me è ergastolo”

Davanti alle telecamere e ai cronisti che lo attendevano a Bollate, Roggero non ha nascosto la sua amarezza: “Come si può sentire uno che a 72 anni entra in carcere per quasi 15 anni? Per me questo è un ergastolo. È una profonda ingiustizia". Il gioielliere piemontese si è detto pentito a livello umano per le vite spezzate, ma ha ribadito la concitazione di quei momenti: “Bisogna trovarsi in quella situazione, con una pistola puntata in faccia”. Fonti interne al penitenziario milanese descrivono le prime ore dell'orafo, assegnato al regime ordinario, come comprensibilmente difficili e segnate dalle lacrime per il pesante impatto con la realtà carceraria.