I giovani leghisti fuori dal carcere di Bollate

Salvini dopo un'ora e mezza di incontro: «Sta bene, ritiene di aver subito un'ingiustizia»Salvini è uscito dal carcere di Bollate dopo un incontro durato un'ora e mezza con il gioielliere: «Sta bene. E ci tiene a farlo sapere: dorme, mangia, studia, legge. Abbiamo parlato di tutto, di cosa succede ora e cosa può succedere nel futuro: può rimettersi in gioco. Ritiene, a mio avviso giustamente, essere vittima di un'ingiusta aggressione». Se qualcuno non fosse entrato nella sua proprietà non avrebbe reagito. Commentare seduti in salotto è facile». Una sua candidatura? «Stiamo esaminando i profili legali, sarei orgoglioso di poterlo candidare». La grazia? «La richiesta è giusta, deciderà Mattarella».

Matteo Salvini fa visita in carcere a Bollate(Matteo Castagnoli) È arrivato poco dopo le 10.30 di sabato 18 luglio, come aveva annunciato, accompagnato dalla scorta. Il segretario della Lega e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, è entrato nel carcere di Bollate, periferia nord di Milano, per incontrare il gioielliere Mario Roggero, condannato mercoledì in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo durante un tentativo di rapina avvenuto il 28 aprile 2021. Venerdì il 72enne di Grinzane Cavour si era costituito dopo la notifica dell’ordine di carcerazione.Con Salvini c’erano anche i deputati leghisti Luca Toccalini e Fabrizio Cecchetti. All’esterno del carcere dalla mattina di sabato si sono radunati una ventina di leghisti - soprattutto giovani e il capogruppo del Carroccio in consiglio comunale a Milano, Alessandro Verri - con uno striscione e dei cartelli con scritto «Grazia per Mario Roggero». Alle 12 è poi in programma il colloquio a Bollate tra Roggero e il suo avvocato Stefano Marcolini. «Tra i doveri del difensore c'é quello di capire com'é andata la prima notte in carcere - ha spiegato il legale - Mario ha 72 anni, è incensurato». La moglie di Mario Roggero, Mariangela Sandrone, ha depositato venerdì la domanda di grazia per il marito. Contestualmente il collegio difensivo ha depositato un'istanza per il differimento dell'esecuzione della pena in pendenza della domanda di grazia.Prima che il processo si chiudesse, Roggero aveva letto in aula una lunga lettera di 26 pagine, dando la sua versione e sostenendo che si fosse trattato di legittima difesa. «Spinelli mi punta l'arma in faccia, ero terrorizzato, ho esploso il colpo per salvarmi la vita, pensavo che ci fossimo sparati contemporaneamente, non riuscivo a capire se avesse sparato anche lui. Senza alcuna intenzione di uccidere ma solo per non essere ucciso, lo colpisco sopra la natica destra. Poi esplodo un altro colpo nei confronti di Mazzarino, colpendolo più o meno nello stesso punto, ma nella concitazione lui si muove, si accovaccia e il proiettile finisce sopra la spalla destra. Quanto all'ultimo rapinatore, pensavo che anche lui fosse armato».