Il nuovo English Proficiency Index 2025 colloca il nostro Paese al 59° posto su 123. Wall Street English: “L’esposizione non basta, la lingua va praticata”
Gli italiani ascoltano più inglese che mai: serie in lingua originale, canzoni, social, video, piattaforme digitali, intelligenza artificiale. Eppure, quando si passa dalla comprensione alla capacità di comunicare davvero, il Paese resta indietro.
A dirlo è il nuovo EF English Proficiency Index 2025, che misura il livello di conoscenza dell’inglese in 123 Paesi e regioni. L’Italia si ferma al 59° posto nel mondo, con un punteggio di 513, in calo di 15 punti rispetto alla rilevazione precedente. Un risultato che la colloca in fondo alla classifica dell’Unione Europea e conferma un ritardo che non riguarda più solo la scuola, ma anche lavoro, carriera, mobilità internazionale e accesso alle nuove tecnologie.
Il confronto con il resto d’Europa è netto. A guidare la classifica globale è l’Olanda, con 624 punti, seguita da Croazia, Austria e Germania, tutte sopra quota 615. Anche la Francia, storicamente vicina all’Italia nelle posizioni più basse della graduatoria, quest’anno supera il nostro Paese con 539 punti.Il dato più interessante, però, è il paradosso: siamo circondati dall’inglese, ma non lo usiamo abbastanza. Guardare una serie in lingua originale o seguire creator internazionali allena l’orecchio, ma non equivale a saper sostenere una riunione, affrontare un colloquio, scrivere un’e-mail professionale o presentare un progetto.In altre parole, l’esposizione passiva non sostituisce la pratica attiva. È proprio qui che si gioca la sfida per adulti, professionisti e aziende: trasformare l’inglese da materia studiata a competenza quotidiana.Secondo Wall Street English, presente in Italia dal 1972 e oggi parte di una rete internazionale con oltre 400 centri in 35 Paesi, il recupero è possibile a ogni età, a patto di cambiare approccio. Non si tratta di tornare semplicemente sui banchi a memorizzare regole grammaticali, ma di costruire un percorso che porti la persona a usare la lingua fin dall’inizio, in contesti realistici e con il supporto di insegnanti qualificati.Il metodo Wall Street English parte da un test di livello e combina studio personalizzato, attività in presenza e online, conversazione in piccoli gruppi e percorsi pensati per obiettivi concreti: lavoro, studio, viaggi, certificazioni internazionali. I centri italiani sono inoltre sedi o punti di preparazione per esami riconosciuti come IELTS, TOEFL e TOEIC.Il risultato dell’EF Index non è quindi solo una bocciatura statistica, ma un campanello d’allarme. In un mercato del lavoro sempre più internazionale e in un mondo digitale in cui molte innovazioni, dall’AI alla formazione online, nascono e circolano prima in inglese, non conoscere la lingua significa partire con uno svantaggio.Recuperare, però, si può. Anche da adulti. A fare la differenza non è quante volte si è “sentito” l’inglese, ma quante volte si è davvero provato a parlarlo.












