Rapporto InvalsiPresentati i risultati delle prove standardizzate 2026: luci e ombre in italiano. Studenti promossi in inglese e competenze digitaliI punti chiaveGli apprendimentiSempre meno giovani lasciano la scuola anzitempoMiglioramenti in italianoLuci e ombre in matematicaBene in ingleseCompetenze digitali elevateLa dispersione scolastica si appresta a scendere ancora. Nel 2026 potrebbe portarsi al 7,3%, rispetto al già significativo 8,2% registrato nel 2025. Migliora anche la sua versione “implicita”, intesa come gli studenti che completano gli studi senza però raggiungere livelli di apprendimenti adeguati: quest’anno siamo al 6,3% (nel 2025 ci si attestava all’8,7%); al tempo stesso, crescono gli alunni che conseguono risultati elevati, passando in 12 mesi dal 12,3% al 13,1 per cento. Dal 2019 al 2026 i giovani che arrivano al diploma di maturità o di qualifica professionale salgono dall’86,5 al 92,7%, praticamente sono circa 520mila unità, pari grossomodo agli abitanti di Genova.Domande di approfondimento generate da 24Ore AISono questi in sintesi i principali risultati emersi dalle rilevazioni Invalsi 2026, andate in scena tra marzo e maggio, che hanno interessato complessivamente circa 2,4 milioni di studenti, e che sono stati illustrati dal presidente dell’Istituto di valutazione, Roberto Ricci.Gli apprendimentiUn ritorno così massiccio in classe sta trasformando la “struttura” della nostra scuola: per ora gli apprendimenti reggono. In italiano passa dal 52 al 54% la quota di studenti che termina le lezioni con un competenze adeguate. A migliorare è soprattutto il Sud (dal 44 al 47% - grazie ad Agenda Sud), mentre il Nord si conferma intorno al 60 per cento.Segnali in chiaro scuro sulla matematica: la quota di alunni che raggiunge almeno il livello obiettivo sale dal 49 al 52 per cento. Ma alla primaria cala di circa 3 punti. Dal 2019, in matematica, la contrazione media degli apprendimenti alle ex elementari è nell’ordine dell’8-10 per cento; un segnale che la scuola italiana deve ancora riprendersi dall’emergenza pandemia.In calo la fuga dai banchiPartiamo dal nuovo calo della dispersione scolastica. Se nel 2020 l’Italia non è riuscita a centrare il traguardo Ue (10%), abbiamo già raggiunto quello Pnrr del 2026 (10,2%) e anche quello Ue 2030 (9%) è ormai da considerarsi acquisito. Il forte calo della dispersione colloca l’Italia nel gruppo dei Paesi più virtuosi. Germania, Spagna, Finlandia, Danimarca, Estonia, Lettonia, Austria, Ungheria, Romania, Bulgaria e Cipro presentano percentuali maggiori della nostra (7,3%, che ci attesta sugli stessi valori di Paesi Bassi, Belgio e Francia).
Dispersione scolastica ancora giù: al 7,3%. Alla primaria è allarme Matematica
Presentati i risultati delle prove standardizzate 2026: luci e ombre in italiano. Studenti promossi in inglese e competenze digitali













