di
Gianna Fregonara e Orsola Riva
Migliorano il Sud e la dispersione scolastica che scende all'8,2 per cento. Studenti promossi in «competenze digitali»
I risultati scolastici degli studenti italiani non riescono a tornare ai livelli di prima del Covid. «È come se il sistema si fosse assestato più in basso», ha detto il direttore dell'Invalsi Roberto Ricci, presentando i risultati del test Invalsi di quest'anno. «Succede anche in altri Paesi, ma - ha ammesso - non abbiamo una spiegazione».
Resta il fatto che l'asticella degli studenti che raggiungono almeno la sufficienza, nei vari gradi scolastici, continua a registrare solo piccole oscillazioni in su o in giù, ma un vero e proprio recupero nelle competenze di base (italiano, matematica e inglese) ancora non si vede: segno che, nonostante il Pnrr, gli investimenti europei e i piani del governo, il sistema continua ad arrancare. Si nota un leggero miglioramento nelle regioni del Sud, storicamente in ritardo, ma se il divario con quelle del Centro-Nord si è ridotto è soprattutto perché queste ultime hanno registrato il crollo peggiore dopo la pandemia. Agenda Sud, il progetto di supporto alle scuole meridionali messo in campo dal governo, ha dato buoni risultati soprattutto alle elementari e alle medie, dove ha ridotto sensibilmente la percentuale di alunni fragili, mentre alle superiori ha avuto esiti più variabili: bene in Campania, Basilicata e Calabria, male in Sicilia e malissimo in Sardegna.











