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«I risultati scolastici del post-pandemia si sono stabilizzati su livelli che non erano quelli pre-pandemia: bisogna continuare ad investire, nell'auspicio che, con i nuovi programmi, si vada verso un miglioramento». A dirlo, durante la presentazione dei dati Invalsi, è il presidente dell'Istituto, Roberto Ricci.«La nuova normalità», lontani dai livelli pre-Covid

«Non abbiamo una risposta su come mai siamo lontani dai risultati pre-Covid: l'ipotesi è che dopo lo shock il livello si sia assestato ma non ai parametri precedenti. C'è un fenomeno identico in altri Paesi, dalla Francia alla Scandinavia, questa è la nuova normalità, la vera risposta è che non lo sappiamo perché stia accadendo: senza dubbio non va abbassata la guardia».Alle elementari difficoltà in matematica

I bambini e le bambine italiani hanno difficoltà in matematica: chi raggiunge almeno il livello base diminuisce, rispetto alla passata rilevazione Invalsi, di circa 3 punti percentuali sia in seconda che in quinta elementare, sono poco più del 60%. Rispetto al 2019, ovvero a prima del Covid, si conferma un calo nei risultati medi di circa l'8-10% (erano oltre il 70%). «È necessario concentrare maggiori sforzi per consentire l'innalzamento degli apprendimenti in Matematica nella scuola primaria, sfruttando tutte le opportunità fornite dalle Indicazioni Nazionali», commenta Ricci.