La scuola italiana continua a recuperare terreno dopo la pandemia e migliorano i risultati dei maturandi, soprattutto nel Mezzogiorno

La buona notizia è che sempre meno ragazzi abbandonano la scuola. Quella meno buona è che, una volta rimasti tra i banchi, molti continuano a inciampare tra analisi del testo, grammatica e problemi di matematica. È il quadro che emerge dal Rapporto Nazionale Invalsi 2026, presentato alla Camera, che fotografa quasi due milioni e mezzo di studenti italiani. Un bilancio fatto di luci e ombre: da un lato, il sistema scolastico recupera gli effetti della pandemia e riduce in modo significativo la dispersione scolastica; dall’altro restano, invece, evidenti difficoltà negli apprendimenti di base, soprattutto nelle scuole primarie e alle medie.

Le prove Invalsi di quest'anno hanno coinvolto oltre 11.400 scuole, circa 800 mila alunni della primaria, 520 mila studenti delle scuole medie e più di un milione di ragazzi delle superiori, offrendo un quadro completo dello stato della scuola italiana.

La dispersione scolastica scende al 7,3%

Il dato che più soddisfa il Ministero dell'Istruzione riguarda la dispersione scolastica. Secondo le stime Invalsi, il tasso di abbandono precoce potrebbe scendere dal 8,2% del 2025 al 7,3% nel 2026, superando con quattro anni di anticipo l'obiettivo fissato dall'Unione Europea per il 2030, che prevedeva un valore inferiore al 9%.