Presentati oggi alla Camera i risultati dei test Invalsi 2026, che fotografano lo stato dell’arte della scuola italiana: cala la dispersione al 7,3% per il 2026, ma la metà dei bambini delle elementari non ha conoscenze base in matematica. Ricci: “Risultati scolastici più bassi dell’era pre Covid”.

Migliorano in italiano gli studenti dell'ultimo anno delle superiori, la dispersione è in diminuzione, ma il vero problema della scuola italiana sono le elementari: qui il 40% degli studenti non ha conoscenze di base in matematica, con un calo nei risultati medi di circa l'8-10% (erano oltre il 70%). Sono questi alcuni dei dati emersi dai risultati dei test Invalsi presentati questa mattina alla Camera e basati sulle prove sostenute quest’anno da oltre 2,3 milioni di alunni a vari livelli scolastici, dalle primarie alle secondarie di secondo grado.

"I risultati scolastici del post pandemia si sono stabilizzati su livelli che non erano quelli pre pandemia: bisogna continuare ad investire, nell'auspicio che, con i nuovi programmi, si vada verso un miglioramento", ha commentato il presidente dell'Istituto, Roberto Ricci. "Non abbiamo una risposta su come mai siamo lontani dai risultati precovid: l'ipotesi è che dopo lo chock il livello si sia assestato ma non ma non ai parametri precedenti. C'è un fenomeno identico in altri Paesi, dalla Francia alla Scandinavia, questa è la nuova normalità. La vera risposta è che non lo sappiamo perchè stia accadendo: senza dubbio non va abbassata la guardia". Ma procediamo con ordine. I risultati delle prove Invalsi 2026: allarme matematica alle elementari Prima di tutto, dai dati Invalsi presentati stamattina è emerso che i bambini e le bambine italiani hanno difficoltà in matematica: chi raggiunge almeno il livello base diminuisce, rispetto alla passata rilevazione, di circa 3 punti percentuali sia in seconda che in quinta elementare, sono poco più del 60%. Rispetto al 2019, ovvero a prima del Covid, si conferma un calo nei risultati medi di circa l'8-10% (erano oltre il 70%). "È necessario concentrare maggiori sforzi per consentire l'innalzamento degli apprendimenti in Matematica nella scuola primaria, sfruttando tutte le opportunità fornite dalle Indicazioni Nazionali", ha detto il presidente di Invalsi, Roberto Ricci.