I dati arrivano dal Rapporto Invalsi 2026, presentato alla Camera. Positivo il trend di diminuzione dell’abbandono scolastico: si è attestato all’8,2% nel 2025 e, secondo le stime Invalsi, potrebbe scendere al 7,3% nel 2026. Valditara: "Con taglio dispersione 520mila ragazzi hanno un futuro". Per il presidente dell'Istituto, Roberto Ricci, è importante continuare a investire “nell'auspicio che, con i nuovi programmi, si vada verso un miglioramento"

ascolta articolo

Sceglici su:

Bene la lingua inglese e la formazione digitale, male l’italiano e le conoscenze base della matematica. A dirlo sono le stime del Rapporto Invalsi che oggi ha presentato alla Camera il report 2026. La buona notizia è che prosegue il trend positivo in merito alla riduzione della dispersione scolastica. Nel 2025 il tasso di abbandono precoce si è attestato all'8,2% e, secondo le stime Invalsi, potrebbe scendere al 7,3% nel 2026. Sempre più giovani continuano i percorsi di formazione e istruzione, con effetti positivi anche sull'inclusione, sull'equità sociale e sulle opportunità future. L’Italia, con questi numeri, conferma in largo anticipo il superamento del traguardo del 9% fissato dall'Unione Europea per il 2030. La maggiore partecipazione degli studenti alla vita scolastica, però, ha anche delle implicazioni sui dati di rendimento delle prove Invalsi: tra gli studenti che proseguono gli studi si inseriscono ora anche ragazzi e ragazze che presentano fragilità di apprendimento e questo giustifica flessioni nei risultati.