Le città del Nord perdono terreno, mentre Caserta e Reggio Calabria vanno in controtendenza
L’illusione che, una volta tolte le mascherine e riposti i pc della Dad, la scuola potesse tornare magicamente ai livelli pre-2019 si infrange contro i dati. La pandemia nel sistema educativo è, infatti, un’onda lunga che continua a far produrre strascichi. Le ultime rilevazioni provinciali delle prove Invalsi, elaborate dall’Osservatorio del Sole 24 Ore, tracciano un quadro problematico del 2024/25, quando quasi un ragazzo su due ha tagliato il traguardo della licenza media o del diploma senza possedere le competenze minime necessarie in italiano e matematica. Il dato nuovo e rilevante, però, è proprio il tracollo rispetto al periodo pre-pandemico.
Il confronto con l’ultimo anno pre-pandemico (2018-19) parla da sé perché mostra una flessione che, in alcuni casi, raggiunge gli 11 punti percentuali. Il dato più allarmante riguarda i diplomandi. In quinta superiore, la quota di studenti che raggiunge i livelli di apprendimento minimi previsti in italiano è crollata dal 64,9% del 2019 al 52,6% attuale. In matematica la situazione è ancora più critica perché oggi solo un maturando su due (il 50,7%) è preparato, contro il 61,4% di sei anni fa. Anche la terza media soffre, dove in italiano si sono persi sei punti e in matematica cinque.







