Si registra una nuova battuta d’arresto negli apprendimenti a scuola dopo la ripresa dell’anno scorso che aveva fatto ben sperare. Rispetto al 2024 gli studenti con livelli adeguati calano praticamente in tutte le discipline monitorate. Con la zavorra del divario Nord-Sud che pesa sull’intero sistema e che inizia già in seconda elementare. Il risultato finale lascia pochi dubbi: alla fine delle superiori uno studente su due, suppergiù, registra competenze inadeguate sia in italiano che in matematica. Miglioriamo nella dispersione scolastica, ma l’aumento degli alunni che restano in classe produce un arretramento. In sintesi, abbiamo più regolari e meno eccellenze.
Sono le evidenze principali del rapporto Invalsi 2025, che è stato a Roma dal presidente dell’Istituto, Roberto Ricci, alla presenza del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
Alle superiori
Partiamo dalla fine. In quinta superiore, quando si esce dalla scuola, solo il 52% degli studenti ha raggiunto livelli adeguati di apprendimento in italiano (lo scorso anno era il 56%). Ciò significa che, quest’anno, quasi uno su due non li ha raggiunti. In matematica siamo al 49% (era il 52% nel 2024). Vanifichiamo così i piccoli passi avanti registrati nel 2024. Peggioriamo anche in inglese: il 55% degli studenti raggiunge i traguardi (B2 per l’istruzione tecnica e liceale e il B1+ per quella professionale) nella prova di reading (-5 punti percentuali rispetto al 2024) e il 44% in quella di listening (-1 punto percentuale rispetto al 2024). Le distanze tra Nord e Sud restano ampie.







