L’equità di un sistema scolastico si vede dalla sua capacità di ridurre, se non di annullare, le differenze di partenza. E invece… Invece in Italia, nel 2025, le cose stanno ancora così: che al termine del secondo anno di scuola superiore un ragazzino di Taranto è talmente indietro in matematica che è come se fosse andato a scuola due anni in meno di un suo coetaneo di Treviso. Un record in Europa. E le differenze non finiscono qui: perché anche nel Nordest dei miracoli ci sono enormi divari fra un indirizzo e l’altro, tanto che un alunno di un istituto professionale a quindici anni è indietro addirittura di più di tre anni rispetto alla media dei risultati dei suoi coetanei. Anche all’interno di uno stesso indirizzo ci sono grandi differenze, fra una scuola e l’altra, in alcuni casi addirittura fra una classe e l’altra.
Indagine sui divari scolastici di Fondazione Agnelli e Rocca: due anni di ritardo per gli studenti del Sud, tre per quelli dei professionali
Il presidente di Fondazione Agnelli Andrea Gavosto: «Ripensare il primo biennio delle superiori per dare a tutti un livello più robusto di competenze di base». Gianfelice Rocca: «La vera differenza la fanno le singole scuole»









