Negli ultimi quattro anni Torino ha perso circa 4.400 studenti. Ducento classi, a grandi linee. Cioè quattro scuole intere. I numeri del calo demografico sono spaventosi e non sono destinati ad arrestarsi. A settembre in Piemonte ci saranno 8 mila studenti in meno. Banchi e sedie vuoti che ogni anno si moltiplicano. Le scuole, certo, ne approfittano per stare più larghe: addio alle classi pollaio, finalmente c’è più spazio per tutti. Ma allo stesso tempo non si può stare in edifici spettrali. E così, l’amministrazione comunale ha anticipato il problema: ha avviato uno studio di tutte le scuole dell’infanzia, contando il numero degli iscritti e le aule vuote. Le scuole si convertono Alla fine ha deciso di chiuderne sette. O meglio: di riassegnarle alle associazioni del terzo settore. Che adesso le animano ospitando sportelli per le famiglie in difficoltà, attività per gli anziani, scuole per adulti. E così, il calo demografico non è più solo una teoria ma un’immagine che si tocca con mano. L’importante, però, è reinventarsi. E il Comune nei bandi è stato chiaro: nelle nuove attività deve restare il fine educativo e l’attenzione verso i giovani. Scout, mamme straniere e Specchio dei tempi Sono nove gli ex istituti scolastici dove adesso non ci sono più bambini. Sette sono stati individuati dal Comune, che negli scorsi mesi ha fatto spostare i bimbi in scuole vicine e li ha subito riassegnati. Chiusi alla fine del 2025, torneranno vivi entro il prossimo anno, tempo di ristrutturarli. Ma le associazioni stanno già entrando per presidiarle. C’è l’ex infanzia Centro Europa di via Guidobono 2, ora in mano alla Consulta per le persone in difficoltà: ospiterà la nuova sede del banco alimentare e dello sportello sociale, ma diventerà anche un punto di ritrovo per il quartiere, Mirafiori Nord, dove c’è la maggiore densità di persone anziane.