di
Mattia Aimola
I numeri dell’Osservatorio regionale per il diritto allo studio. In fuga dal carovita, ma anche dallo stress, del Capoluogo lombardo. Il flusso trainato da Aerospazio e Scienze politiche scelgono
Tre anni fa erano circa 2.500, oggi sfiorano quota 3 mila. E ogni anno aumentano di qualche centinaio. Sono i milanesi che scelgono Torino per studiare. Un flusso silenzioso ma costante che racconta molto più di un semplice dato universitario. Per anni, sotto la Mole, si è immaginata la grande area metropolitana Mi-To, si è sognato che Torino potesse diventare almeno il dormitorio della capitale economica del Paese. In realtà i torinesi sono stati sempre pendolari: Torino-Milano, Milano-Torino in giornata. Ma questa volta qualcosa sembra essersi invertito. Per la prima volta il capoluogo piemontese non esporta soltanto competenze, lavoro, giovani. Riesce anche ad importare qualcosa da Milano: gli studenti.Migliaia di ragazze e ragazzi che lasciano la città della moda, della finanza e degli affitti impossibili per trasferirsi in quella che un tempo era la capitale dell’automobile e che oggi cerca ancora una nuova definizione di sé. Un luogo che prova a diventare laboratorio culturale, polo tecnologico, centro dell’aerospazio. E soprattutto città universitaria.









