Da settembre nel torinese ci saranno 85 collaboratori scolastici in meno. È la conseguenza di una riduzione generale indetta dal ministero dell’Istruzione, un “risparmio” per le casse dello Stato a fronte del calo demografico per cui ogni anno ci sono sempre meno studenti e studentesse. I collaboratori scolastici, cioè i cosiddetti “bidelli”, sono però una figura centrale nel funzionamento delle scuole. Sono fisicamente coloro che ogni mattina aprono i cancelli e li richiudono la sera, sono le persone che si occupano di garantire la pulizia degli ambienti e che sorvegliano gli alunni. Sono, di fatto, i custodi delle scuole. Per questo la riduzione del loro numero – con tagli qua e là, un collaboratore o due per istituto ma non in tutte le scuole – preoccupa non poco i dirigenti e i sindacati. I timori nelle scuole Lo dice chiaramente la dirigente del liceo classico Alfieri, Paola De Faveri: «Da settembre avremo due collaboratori in meno. Non so proprio come faremo. Se restano così, saremo costretti a ridurre i tempi di apertura della scuola e a limitare gli spazi a disposizione delle attività didattiche». Il suo istituto si sviluppa su cinque piani, oltre al piano terra, ha due palestre e una parte di ampliamento. Quest’anno è stato sorvegliato, custodito e pulito da 13 collaboratori, per un totale di oltre 800 studenti. «Già adesso non riusciamo a garantire la sorveglianza su tutti i piani dell’edificio» spiega la dirigente. Nell’organico di settembre sono soltanto 11. Altro ordine di scuola, l’istituto comprensivo Salvemini, dove studiano i piccoli dell’infanzia, della primaria e delle medie. La scuola ha ben 7 plessi, cioè 7 edifici separati in cui studiano i bambini. Ognuno dei plesse per poter anche solo restare aperto deve avere almeno due collaboratori presenti sul posto, uno per l’apertura e uno per la chiusura. Da settembre però, anche qui, ce ne saranno due in meno. La dirigente Barbara Floris è preoccupata: «Temiamo di fare molta fatica a garantire il tempo scuola, che è di 40 ore sia all’infanzia sia alla primaria, e un’adeguata assistenza. Da noi c’è un alto numero di alunni con disabilità certificata». I numeri Per dare qualche numero di contesto: il taglio in tutta Italia è di poco più di 2.100 collaboratori. Per le scuole piemontesi questo significa contarne 165 in meno in Piemonte (ci saranno quindi 9.189 posti in totale), di cui 85 in meno nel Torinese (su un totale di 4.707 posti). Anche i sindacati sono in allarme. «Non dimentichiamoci che a scuola ci sono dei bambini a cui fare sorveglianza, non è un posto di lavoro come un altro. Bisognerebbe raddoppiarli o triplicarli» commenta Agostino Colotti, referente della Uil. Per la Flc Cgil «questo taglio colpisce in modo spietato i processi di inclusione degli alunni con disabilità o fragilità educativa. Meno collaboratori significa negare l’assistenza di base a chi ne ha più diritto, minando le fondamenta della scuola pubblica e costituzionale». Tagli che «ignorano la complessità logistica delle nostre scuole e che portano a un danno diretto all’assistenza degli alunni con disabilità» secondo Federica Tirante, segretaria provinciale Snals Confsal. «Mi auguro che si possano trovare eventuali correttivi – dice Claudia Zanella, segretaria regionale Cisl – Questo personale garantisce vigilanza e sicurezza. È grave che ancora una volta si tagli sulla scuola»
“A settembre sarà difficile aprire le scuole”: 85 bidelli in meno
È il risultato di un taglio del ministero a livello nazionale, per via del calo demografico. La preoccupazione dei dirigenti: «Non sappiamo come garantire il t…











