Redazione
21 maggio 2026 03:18
"Abbiamo una domanda per il Ministero dell’Istruzione: continuando a tagliare collaboratori scolastici, continuando ad usare la forbice contro gli Ata invece del pallottoliere degli investimenti, quanto a lungo pensate che possano reggere le nostre scuole? Ci servirebbero 700 persone in più e invece si taglia chi le deve aprire e far funzionare. Signori, non stiamo andando affatto bene".E’ duro Carmelo Randazzo, leader di Cisl Scuola Emilia Centrale, poco dopo la conclusione del meeting con l’Ufficio Scolastico Provinciale di Modena. al centro i conti sull’organico di diritto – in termini pratici: il personale di ruolo – per il prossimo anno scolastico.Iscriviti al canale Whatsapp di ModenaToday"Non ci siamo, continua una brutta serie negativa. A Settembre avremo in servizio 1.470 collaboratori, venti in meno in diversi Istituti comprensivi e scuole medie di tutto il territorio. La scure rischiava di abbattersi su Maranello e Fiorano, due comunità che hanno già pagato il prezzo del ridimensionamento. La scelta è stata quella di spalmare questi tagli ma comunque stiamo parlando di un macigno diventato una zavorra insostenibile", evidenzia Randazzo.Il sindacato desidera comunque "ringraziare l’Ufficio Scolastico, che ha cercato di far quadrare conti con il poco che aveva. Le responsabilità sono a Roma, nelle circolari di tre-quattro anni fa che si continuano ad applicare".Come sempre, è una questione di numeri: a Modena e provincia servirebbero almeno 300 collaboratori in più per smettere di lavorare in apnea e con pesanti disagi. Quali? "Ne cito due: nell’organico abbiamo personale che ha limitazioni fisiche e può svolgere solo una parte del suo lavoro – evidenzia Randazzo –. Oppure: se un collaboratore si ammala non si può ricercare un supplente prima di otto giorni. Tutto questo comporta che i pochi che restano in servizio full time devono fare i salti mortali per tappare le falle".I collaboratori scolastici fanno parte della galassia degli Ata, il Personale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario. Dopo il vertice di stamane, le cose non vanno bene nemmeno all’altra anima di questo gruppo, quella dei professionisti che fanno funzionare le segreterie delle scuole. A settembre saranno 557. Sulla carta si recupera un posto favore dell’Istituto Venturi, ma la realtà è più pesante: "Dovrebbero essere almeno 700 professionisti, perché il carico di lavoro delle segreterie si è quadruplicato. Il personale amministrativo oggi si occupa di pensioni, delle pratiche degli alunni, della ricostruzione delle carriere, dei censimenti. Parliamo di attività che in alcuni casi prima era di competenza Inps".Prosegue Randazzo: "Le segreterie hanno assunto compiti complessi, portati avanti da 4-5 persone, in media, per ogni scuola. Ecco, nel motore della macchina scolastica, se i collaboratori sono le ruote, il personale amministrativo è la cinghia di trasmissione. E oggi opera sempre col rischio di rompersi".L'organico relativo al profilo di assistente tecnico rimane invariato (157 posti sul II ciclo e 13 posti sul I ciclo); anche i posti di operatore agrario non subiscono cali (2 al Calvi di Finale Emilia e 2 allo Spallanzani di Castelfranco Emilia). Sugli assistenti amministrativi, a fronte della preventivata perdita di un posto si assegna invece un'unità all'istituto superiore Guarini.Il calo si registra nelle scuole del primo ciclo (istituti comprensivi) coinvolgendo in prima battuta le scuole secondarie di I grado, poi gli istituti comprensivi senza scuola dell'infanzia e, in ultima battuta, i comprensivi con i plessi dell'infanzia. Nei prossimi giorni l'Ufficio scolastico renderà note le scuole coinvolte. A fronte di una situazione insostenibile abbiamo chiesto con forza all'Ufficio scolastico che si proceda ad intervenire con l'organico di fatto (Ata supplente) per garantire un corretto avvio dell'anno scolastico 2026/27."La forte difficoltà vissuta dalle scuole non è una novità ed oggi è un'emergenza che non possiamo ignorare - ha aggiunto la Flc Cgil Modena - Il taglio del personale Ata altro non farà che esacerbare delle situazioni che sono già al limite: il sempre più serio rischio di non riuscire a garantire un'adeguata sorveglianza, poter offrire un'adeguata assistenza agli alunni con disabilità, operare una sanificazione degli ambienti consona agli spazi educativi. Senza tralasciare che è sempre più corposo il numero di personale che sviluppa patologie legate alle mansioni".








