Dovevano essere 4.170 i nuovi posti di ruolo in Emilia Romagna, quelli del contingente autorizzato dal Mef, come si chiama nelle stanze del ministero dell’Istruzione e negli uffici scolastici regionali, ma mancano all’appello, scondo i calcoli della Cisl scuola, 890 cattedre a tempo indeterminato non assegnate. Posti che le scuole hanno in organico, per cui, in teoria, le risorse per stabilizzare c’erano, ma che ad oggi non lo sono stati e con tutta probabilità non lo saranno.
Per questo protesta l’esercito dei vincitori dei due concorsi Pnrr, finanziati con risorse europee, che nonostante abbiano superato ben due prove non entreranno in ruolo nemmeno questa volta. «Abbiamo vinto due concorsi - spiega una di loro che preferisce restare anonima - ma non saremmo assunti a tempo indeterminato. Ci chiameranno invece per coprire i posti vacanti. Da supplenti costiamo meno».
Da centinaia di loro è partito un mailbombing: «Gli idonei chiedono di procedere immediatamente con lo scorrimento delle graduatorie, evitando ulteriori rinvii, elenchi regionali o nuovi concorsi per candidati già selezionati».
Le cattedre vacanti dopo le nomine
Sempre secondo i dati della Cisl, aggiornati a fine mese, solo nella provincia di Bologna i posti disponibili nelle scuole dell’infanzia erano infatti 206, comprensivi di quelli per il sostegno, di questi solo 48 le nomine in ruolo effettuate con il 23% di copertura; alla primaria di 1,045 posti da coprire sono stati assunti a tempo indeterminato solo 215 maestre e maestri, il 20%, e ancora alle medie e superiori su 1119 posti disponibili, le nomine in ruolo sono 155, il 14%.









