Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 8:22
Il precariato nella scuola presenta la sua fotografia nel panorama del Trentino. Qui si calcola che per l’alto numero di pensionamenti si prevede che circa 400 cattedre a tempo indeterminato rimarranno scoperte: i posti disponibili insomma ci sono, ma vengono coperti da una quantità elevatissima di insegnanti a tempo determinato. A elaborare i dati è il segretario provinciale della Flc Cgil a Trento, Raffaele Meo.
Secondo queste cifre le cattedre disponibili per le immissioni in ruolo nella scuola primaria sono aumentate da 45 a 215. Più della metà di queste rischia di restare vacante, in particolare per le discipline linguistiche e per il sostegno, dove mancano 115 docenti. Simili le difficoltà nella secondaria di primo grado, dove dei 134 posti previsti per il 2025, circa 80 non potranno essere assegnati. Ancora più critica la situazione nelle scuole superiori, con 286 cattedre disponibili nel 2025, di cui almeno 200 non saranno coperte da personale con contratto stabile.
In tutti i casi, il limite principale è rappresentato dall’insufficienza delle graduatorie concorsuali. E su questo punto batte Meo: “Sembra che la Provincia faccia un favore al sindacato a fare concorsi ma è nell’interesse di tutti. Andavano fatti prima del 2024 quando non serviva l’abilitazione. In Trentino, inoltre, ci sono due storture: il personale precario viene assunto con la cosiddetta ‘chiamata unica‘ che fa partire il contratto del personale solo con la prima lezione impedendo a maestri e professori di partecipare alla fase iniziale dell’anno scolastico. Questa è un’ingiustizia”.







