Per la prima volta da cinque anni a questa parte gli organici dei docenti si riducono. Il saldo tra le cattedre assegnate nell’anno scolastico 2020/21 e poi confermate fino al 2024/25 e quelle da riempire nel 2025/26 è negativo per circa 3.800 unità, se consideriamo i 5.660 posti comuni in meno e gli 1.886 in più sul sostegno come stabilito dall’ultima legge di bilancio. E se non possiamo parlare di sorpresa, visto che l’inverno demografico ci fa perdere oltre 100mila alunni a ogni settembre, possiamo definirla sicuramente una novità per un Paese che ha spesso considerato gli insegnanti una variabile (almeno in parte) indipendente da tutto il resto. Così da portarci ad avere un rapporto alunni/docenti stabilmente al di sopra della media dei Paesi Ocse.

Gli organici per il 2025/26

Come detto il calo degli organici era atteso. A formalizzarlo ci pensa un decreto interministeriale Mef-Mim appena emanato. Il provvedimento tiene conto degli interventi inseriti nella manvora 2025 che, da un lato (articolo 1, comma 567, della legge 207 del 2024), ha previsto l’incremento di 1.866 posti di sostegno a decorrere dall’anno scolastico 2025/2026 e di 134 a decorrere dall’anno scolastico 2026/2027; dall’altro (al comma 828), ha disposto la riduzione di 5.660 posti dell’organico dell’autonomia.