di
Floriana Rullo
All'azzeramento degli iscritti è seguita la sospensione formale delle attività. Anche l'ultimo bimbo rimasto nel piccolo centro del Torinese ha deciso di seguire il fratello maggiore in un altro istituto. La resistenza del sindaco
Nessuna campanella suonerà a settembre tra le vette di Ceresole Reale (Torino). Il piccolo comune alpino di appena centoquaranta abitanti, incorniciato nel Parco Nazionale del Gran Paradiso e celebre in tutta Italia per la straordinaria partecipazione sul palco del Festival di Sanremo nel 2016, deve fare i conti con la fine di un'epoca: la sua storica scuola elementare, la più piccola d'Italia, chiude ufficialmente i battenti per mancanza di alunni.
Inverno demograficoGià, perché anche l'ultimo bimbo rimasto ha deciso di seguire il fratello maggiore, che inizia la scuola primaria di primo grado, trasferendosi a Locana. Così la famiglia ha scelto di trasferire anche il più piccolo nella stessa struttura della valle, preferendo unire i percorsi di studio ed evitare al figlio minore un anno intero vissuto in solitudine tra i banchi.La conseguenza diretta è stata l'azzeramento degli iscritti e la sospensione formale delle attività, un verdetto che fotografa la drammatica avanzata dello spopolamento nelle terre alte. «La chiusura di una scuola in un piccolo comune di montagna rappresenta una ferita profonda per l'intera comunità e un segnale d'allarme che non possiamo ignorare», dichiara il sindaco Alex Gioannini, evidenziando come la perdita di un presidio scolastico metta a rischio la sopravvivenza stessa dei servizi essenziali sul territorio.








