di
Giacomo Candoni
Ai genitori era stato comunicato che sarebbero state avviate sei sezioni ma una è saltata. L'assessora all'istruzione: «Ma nessun bambino rimarrà senza scuola»
«Purtroppo il numero di posti è inferiore alle domande ricevute e non possiamo accettare i vostri figli». È questo il contenuto della lettera ricevuta qualche giorno fa da undici famiglie trentine, convinte che l’anno prossimo i propri bambini avrebbero frequentato la scuola materna Sant’Antonio a Rovereto. Ad aumentare la loro amarezza, il fatto che il plesso scolastico sia nuovo di zecca. L’edificio, costato 10 anni e 12 milioni, è stato costruito nell’area di un'ex fabbrica meccanica a Borgo Sacco, quartiere periferico della città. Oltre agli spazi destinati alla scuola dell’infanzia e all’asilo nido, entrambi con un proprio giardino, dal 2027 si aggiungerà un parco pubblico di 2000 metri quadrati.
Le sei sezioniLe iscrizioni si erano chiuse il 2 febbraio 2026 e ai genitori era stato comunicato che per il prossimo anno scolastico sarebbero state avviate sei sezioni. Poi però il dietrofront, con alcune famiglie che avevano già pagato anche i servizi aggiuntivi come il posticipo, e l’avviso che le classi a settembre 2026 saranno cinque. Sandra Bucci, dirigente della Federazione provinciale delle scuole dell'infanzia (Fpsi) di Trento, ha spiegato quanto accaduto: «Il problema si è generato a causa di una mancata corrispondenza tra i posti disponibili negli spazi e quelli autorizzati ufficialmente». L’istituto potrebbe infatti ospitare sei sezioni, tuttavia la Provincia e il Comune avevano autorizzato l’attivazione di cinque.






