di Enrico Mattia Del Punta
"Ci troviamo in condizioni igienico-sanitarie e intramurarie degradanti. Diversi detenuti affetti da varie patologie infettive circolano nella sezione insieme agli altri detenuti: una situazione clamorosa sia per i detenuti sia per gli agenti che ci lavorano". Comincia così la lettera entrata in possesso de La Nazione e firmata dai detenuti della sezione Terreno A della casa circondariale di Pisa, in espiazione di pena definitiva e mista, che già il 7 giugno denunciavano le difficili condizioni dell’istituto.
Un carcere oggi alle prese con un sovraffollamento ulteriormente aggravato dal trasferimento di 22 detenuti da Sollicciano.
Il caldo e la presenza delle cimici, segnalate "negli sgabelli e nei piedi di ferro dei letti", non danno pace. Le disinfestazioni disposte dall’istituto e i provvedimenti della direttrice Alice Lazzarotto non bastano a risolvere quello che viene denunciato come un problema strutturale, legato anche alla vetustà dell’edificio.
"Chiediamo interventi di sanificazione, disinfestazione e igiene, oltre al ripristino e all’imbiancatura delle celle e della sezione", scrivono i detenuti. "Chiediamo inoltre che i detenuti con patologie gravi e infettive siano spostati in isolamento sanitario fino alla guarigione, mentre quelli con patologie infettive non devono stare a contatto con gli altri detenuti".








