"Ho visto andare via il lavoro di una vita. E’ dura ritirarsi su ora". E’ il duro bilancio di uno dei tanti agricoltori che ora deve fare i conti con i danni lasciati dal maltempo di mercoledì. "E’ stato un tornado – dice il renazzese Sauro Candini che a Bevilacqua si è visto abbattuto l’intero campo di alberi di pesche – siamo i più grandi produttori di pesche nel comune di Cento. La produzione stimata di quest’anno era di 700 quintali. Tutto perso. Avevamo costruito questo impianto poco alla volta, in 10 anni, investendo ogni anno qualcosa". E racconta. "Ero anch’io li in campagna, chiuso dentro al furgone, in mezzo a questa cosa che definisco un tornado – prosegue - ero preoccupato che venisse grandine poi quando ho visto il vento che ha spazzato via tutto e assassinato le piante di pesche, sono scoppiato in lacrime. Ho visto andare via tutto. La rete antigrandine ha fatto da vela, si sono spezzati i pali di cemento è venuto già tutto portandosi dietro anche gli alberi che, tra l’altro, erano anche pesche in allevamento, in produzione l’anno prossimo". I danni. "Solo per rifare tutto servono centinaia di migliaia di euro tra piante, pali, fili e strutture. È un danno enorme. E adesso bisogna anche capire da dove iniziare per sgomberare tutto. Si alza ancora se ci si aggiunge la produzione persa di quest’anno e anche dell’anno prossimo perché erano piante giovani, in allevamento. Essendo spezzate, il prossimo anno non produrranno. Andranno tagliate e si dovrà ricominciare. Forse. Se ne avremo la forza. L’azienda Sauro e Marco Candini ora è in ginocchio". Parole piene di dolore. "Da questi eventi di forte vento, che stanno venendo sempre più forte, tra l’altro non si sa come difendersi – aggiunge - Conosco aziende che hanno perso praticamente tutta la produzione di pere. Ho visto serre schiacciate all’azienda di XII Morelli dal povero Lanzoni che tra l’altro era morto la mattina, poi capannoni scoperchiati e frutteti devastati oltre a case con danni. Speriamo solo che l’Unione Agricoltori o chi di dovere, chieda allo Stato lo stato di calamità, e possa arrivare qualche aiuto per rimettersi in piedi, altrimenti è proprio una disfatta". E’ la voce di uno dei tanti colpiti alla quale si aggiunge anche quella di Avanti Cento. La consigliera d’opposizione Beatrice Cremonini, infatti, ha presentato una interrogazione al sindaco Accorsi chiedendo se abbia avviato un censimento dei danni, quale sia l’entità complessiva tra patrimonio pubblico e privato causati dagli eventi di sabato e mercoledì, se siano state attivate le procedure per il riconoscimento dello stato di emergenza e per l’accesso ai ristori.
"Il vento ha spazzato via il lavoro di un anno"
Cento: l’agricoltore Candini ha subito danni per migliaia di euro. "La rete antigrandine ha fatto da vela e si sono spezzati i pali di cemento"








