Bologna, 16 lug. (askanews) – Ammontano già a diversi milioni di euro i danni causati dal violento nubifragio che ha attraversato la pianura bolognese, da Crevalcore a Imola. E’ la prima ricognizione di Coldiretti Bologna tra le aziende colpite, che considera le perdite alle colture, agli impianti frutticoli, alle serre e alle strutture aziendali.

A provocare i danni non è stata la grandine, ma le raffiche di vento fino a 120 chilometri orari, che hanno investito tra gli altri i territori di Crevalcore, San Giovanni in Persiceto, Galliera, Castenaso, Ozzano dell’Emilia, Castel Guelfo e Castel San Pietro Terme. Nei campi di mais numerosi appezzamenti risultano allettati o rasi al suolo, con il rischio di perdere gran parte della produzione. Nei frutteti sono state abbattute piante e interi filari, mentre altrove le oscillazioni hanno fatto cadere i frutti: colpite pere, mele, susine, pesche e nettarine, in fase di raccolta o prossime alla maturazione. Strappate o distrutte reti antigrandine e pali di sostegno, scoperchiate e divelte diverse serre.

Nei casi più gravi, dove le piante sono state sradicate o spezzate, il danno si protrarrà nelle prossime stagioni per i tempi e gli investimenti necessari a sostituire gli alberi. Coldiretti Bologna, i cui tecnici proseguono i sopralluoghi per definire l’estensione delle superfici coinvolte, chiede che venga avviata con urgenza una ricognizione ufficiale dei danni e che siano individuate misure di sostegno per consentire alle imprese di affrontare le perdite e ripristinare le strutture.