San Giuliano Terme (Pisa), 18 luglio 2026 – Un imprenditore agricolo di San Giuliano Terme avrebbe ricevuto una richiesta di pagamento di quasi 600mila euro per cinque annualità di Tari arretrate. A renderlo noto è Coldiretti Pisa, secondo cui il caso sarebbe legato all’applicazione della tariffa prevista per le attività industriali a un’azienda florovivaistica. L’organizzazione spiega che le aziende agricole non siano soggette al pagamento della Tari ordinaria in quanto “i rifiuti prodotti dall’attività agricola sono di natura speciale e il loro smaltimento è effettuato direttamente dalle aziende secondo quanto previsto dalla normativa”. Secondo Coldiretti, il Comune di San Giuliano non avrebbe mai richiesto il pagamento della Tari alle altre aziende agricole presenti sul territorio e il caso riguarderebbe un’unica impresa che produce fiori e piante. La vicenda è approdata davanti alla giustizia tributaria. “L’ultimo esito è favorevole all’azienda agricola”, afferma Coldiretti, spiegando che il giudice tributario ha annullato gli avvisi di accertamento relativi a tre annualità. L’associazione aggiunge che il Comune avrebbe comunque presentato appello contro la sentenza.

“Purtroppo e incredibilmente - scrive in una nota Coldiretti - nei confronti di uno dei nostri soci il Comune di San Giuliano Terme si è determinato a richiedere la Tari secondo la tariffa prevista per le attività industriali con capannone di produzione. La relativa richiesta di pagamento è stata per somme a dir poco esorbitanti rispetto a quella che è la relativa capacità reddituale dell’azienda agricola. Si tratta di un evidente eccesso di potere quando il Comune pretende di trattare in termini di analogia attività tra loro assai diverse quanto a metodi e cicli di produzione, nonché, soprattutto in relazione alla capacità effettiva di produzione di rifiuti da un punto di vista qualitativo e quantitativo”. Per l’associazione, inoltre, “il metodo di tassazione è illegittimo, disparitario e viola il principio della capacità contributiva”.