Da più fonti, emerge la conferma che lo stato di avanzamento della nuova legge sul cinema e l’audiovisivo è a buon punto: si prevede che martedì prossimo 21 luglio la versione evoluta della bozza venga sottoposta all’approvazione della Commissione VII della Camera, e la discussione in Aula è stata calendarizzata per venerdì 31 luglio.
Senza dubbio si tratta di un motivo di soddisfazione – e finanche orgoglio – per il Presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone, perché pochi erano veramente convinti che sarebbe stato possibile addivenire ad un “testo unificato” ovvero condiviso da parte della maggioranza e delle opposizioni. Basti ricordare il surreale stallo che s’è verificato nella Commissione bicamerale per la vigilanza sulla Rai, che ha portato al “suicidio” della stessa, con le recenti dimissioni di tutti i membri a partire dalla presidente Barbara Floridia (M5s), nella impossibilità di trovare una “mediazione” tra le radicali contrapposte posizioni rispetto alla possibile nomina di Simona Agnes alla presidenza della tv pubblica (fortemente sostenuta dall’eminenza grigia Gianni Letta).
Il lavoro di “composizione” tra le diverse proposte di legge sul cinema e audiovisivo (prima firmataria Elly Schlein per il Pd, Gaetano Amato per il M5s, Valentina Grippo per Italia Viva e – da ultimo – Giorgia Latini per la Lega) e la delega piena al governo prevista dalla proposta di Federico Mollicone (Fdi), si è rivelato complesso e complicato, affidato ad esperti come Maurizio Roi e Rita Borioni (Pd) per il centro-sinistra ed a Carlo Prosperi per il centro-destra (Fdi). Giovedì 16 una bozza è stata pubblicata in anteprima da Affari Italiani, ma si tratta con tutta evidenza di una versione superata, e solo tra qualche giorno verrà resa pubblica quella definitiva.








