Sarà il caldo torrido, sarà una diffusa rassegnazione, ma stranamente né la comunità professionale del cinema e dell’audiovisivo, né la stampa e i media mainstream stanno dedicando adeguata attenzione a due notizie che – nello stagnante scenario italico – sono a dir poco sorprendenti: il 22 luglio la Commissione Cultura della Camera ha approvato un “testo unificato” di riforma bipartisan della storica “Legge Franceschini”, ovvero della legge che governa l’intervento pubblico nel settore cinematografico e audiovisivo dal 2017… il 30 luglio la stessa Commissione VII ha approvato una risoluzione che prevede l’impignorabilità dei contributi pubblici alla cultura, anch’essa risultato di una mediazione trasversale tra maggioranza ed opposizioni.

Va certamente apprezzata questa convergenza, soprattutto in una fase politica durante la quale l’esasperazione dei toni sta crescendo giorno dopo giorno. Il “testo unificato” è il risultato di un lavoro di mediazione messo in atto soprattutto dal Presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone (FdI), che è riuscito a trovare i punti di convergenza tra le proposte che vedono come primi firmatari Elly Schlein per il Pd, Gaetano Amato per il M5s, Valentina Grippo per Azione, Giorgia Latini per la Lega.