Segnali contraddittori e discontinui, ma sembra prevalere una diffusa “concordia” tra maggioranza e opposizioni sull’esigenza di un nuovo assetto normativo in materia di intervento pubblico a favore del settore cinematografico e audiovisivo: la Commissione VII della Camera dei Deputati (Cultura), presieduta da Federico Mollicone (Fratelli d’Italia), sta operando – secondo fonti di Montecitorio – in sintonia tra le varie parti politiche. È stato depositato anche un testo della Lega in linea con la maggioranza, ma l’idea prevalente e quindi vincente è la creazione di un’“agenzia” indipendente, che dovrebbe assorbire le funzioni attualmente svolte dalla Direzione Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, e liberarsi da improprie influenze della “politica” rispetto ad una sana “amministrazione” della cosa pubblica. Un modello di riferimento resta quello del Cnc francese (il Centre national du cinéma et de l’image animée), considerato da molti un benchmark a livello europeo. La nuova Agenzia potrebbe coordinare un “polo” pubblico dell’audiovisivo, comprendente anche Cinecittà spa e la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, al fine di rafforzare e soprattutto razionalizzare l’intervento dello Stato, nel segno della autonomia e della efficienza.