I ragazzi del Sud cominciano a emigrare meno e cominciano a tornare: come fare per costringerli a partire di nuovo e a non farli rientrare più? Semplice, bloccare le ragioni che stanno rallentando l’esodo e sviluppando il controesodo. Una di queste ragioni è la crescita del Sud più del Centro Nord negli ultimi cinque anni. Una delle ragioni di questa maggiore crescita si è chiamata superbonus edilizio (comunque esteso a tutto il territorio nazionale). Ma la ragione principale si chiama Zes (Zona economica speciale). Prima divisa in otto regioni (comprese Puglia e Basilicata), poi unificata, quindi estesa anche alle centrali Umbria e Marche ora in crisi. Zes che significa anzitutto semplificazione burocratica per gli investimenti. E quanto questo incida su chi vuole avviare un’attività, andiamo a chiederlo a tutti quelli che prima dovevano passare per almeno 37 chiese.
Ma Zes significa anche altro. Significa credito d’imposta, cioè incentivi fiscali: cioè sconti. Finanziati in buona parte dai fondi di coesione, in parte dallo Stato italiano. Il risultato di tutto questo è stato un successo. Un successo per numero di investimenti che ne hanno beneficiato. Un successo per i miliardi investiti. Un successo per i posti di lavoro creati (Puglia in testa). Si può eccepire sui settori di maggior investimento (esempio il turismo). Si può eccepire sulla possibilità che quegli investimenti ci sarebbero comunque stati. Si può eccepire su progetti non nuovi ma ingranditi. Si può eccepire come sempre quando si parla di Sud, sì ma. Però il bilancio è quello.









