Sul pessimismo che vede solo nero non è mai stata fondata Roma. Ma neanche sulle verità non dette. Il pessimismo: fuga dei giovani dal Sud. Le verità non dette: cominciano a tornare (e a restare). Ci sono cifre diverse a seconda di chi le diffonde (spaccia?). Dal 2019 a oggi la popolazione fra i 18 e i 35 anni residente nelle regioni meridionali (Puglia e Basilicata comprese) si è ridotta del 7,6 per cento. E il 60 per cento dei partiti è laureato. Per ciascuno che va via, il Sud perde 200 mila euro spesi per la sua formazione (spesi dallo Stato e dalle famiglie). Ma per completare il quadro delle cifre (contro l’omissione di verità), vediamo chi va via dal Nord: ogni anno in 50 mila si trasferiscono all’estero. E l’Italia perde 16 miliardi all’anno di capitale umano.
Insomma c’è chi non vuole più restare al Sud, e c’è chi non vuole più restare in Italia. Stesse ragioni: il più basso livello di stipendi in Europa, la mancanza di riconoscimento del merito, lo scarso finanziamento della ricerca (cioè del futuro). I ragazzi del Sud trovano di meglio al Nord, quelli del Nord lo trovano all’estero. Risultato: un Paese che (purtroppo) non piace a nessuno. E che si svuota. Senza che il Paese faccia granché per evitarlo. Sottolineando magari (ma solo ad uso convegni) più il problema dei figli che non nascono che di quelli nati. Ma il Sud, di cui ovviamente si occupa soprattutto un giornale del Sud: siamo sicuri che almeno gli si faccia giustizia da come se ne parla? Il Sud è stato disegnato come una colonia interna da una serie di leggi dello Stato nel tempo. Ma siamo sicuri che il non detto (o detto male) sul Sud non possa essere altrettanto dannoso?











