Il violento nubifragio, con chicchi di grandine come noci e raffiche di vento, ha messo a dura prova il comparto...Il violento nubifragio, con chicchi di grandine come noci e raffiche di vento, ha messo a dura prova il comparto agricolo. In provincia di Macerata è stata registrata la situazione più delicata con perdite nei campi di girasole, barbabietole e oliveti da Cingoli fino a Sarnano, passando per Colbuccaro e Gualdo. In quest’ultimo Comune si trova la società agricola Lai. "Siamo stati presi alla sprovvista – esordisce Laura Lai –, quest’ondata non era attesa. Le pecore erano fuori. All’improvviso la vallata si è riempita di luce tra lampi e tuoni e ha iniziato a scendere la grandine in gran quantità: a terra c’erano 15 centimetri. Lucernario e finestre rotti, stalle e capannone allagati, casa idem. Non c’era la corrente. Sembrava la fine del mondo, ho pensato il peggio. Non siamo riusciti ad uscire per aprire i recinti e mettere al riparo le pecore. Una ventina sono andate disperse. Su 900 capi, circa 600 sono rimasti feriti (foto in basso) con escoriazioni a causa dei pezzi di ghiaccio. Sulle piante sarà rimasto il 20% di olive – prosegue Lai –, l’orto, gli alberi da frutto, gli ortaggi non esistono più". Ad Avenale di Cingoli, dove si trova l’azienda agricola Antinori di Giorgio Togni (foto), il 40% delle olive è caduto a terra. "La parte rimasta sulla pianta è stata colpita dalla grandine – afferma il titolare –, per cui tra un mese potremo vedere quali sono i danni reali. Compromesso anche il raccolto dell’erba medica da seme e delle cipolle (con una perdita tra il 60 e l’80%)".
Pecore ferite e colture ko: "Un finimondo"
Il violento nubifragio, con chicchi di grandine come noci e raffiche di vento, ha messo a dura prova il comparto...











