Scoperto dietro un’intercapedine in Aula magna. Rinnovati 13 padiglioni su 29, sono costati 194 milioni. La dg Colombo: "Tutti i reparti trasferiti a casa a fine settembre. Non abbiamo mai smesso di curare".La sorpresa è arrivata sul finale, dietro il buco in un muro che in realtà era un’intercapedine e nascondeva una meraviglia di quasi cent’anni, ora in restauro: una decorazione murale degli anni ’30, in cui per tecnica, soggetto e contesto la Soprintendenza ha riconosciuto (l’attribuzione non è ancora definitiva) la mano di Piero Portaluppi. Negli anni ’30 del secolo scorso era la sala da ballo del sanatorio di Vialba, questa che fino a due anni e mezzo fa è stata, e a breve tornerà ad essere, l’aula magna dell’ospedale Luigi Sacco di Milano. Padiglione 5, sopra la mensa e le cucine completamente rinnovate che il 31 agosto ricominceranno a preparare 1.650 pasti al giorno per i lavoratori dell’ospedale diffuso su 350 mila metri quadrati di parco: uno dei tredici edifici, quasi metà dei 29 totali incluso il polo universitario, recuperati o rinnovati con interventi strutturali, antisismici e antincendio, negli impianti, negli arredi, nella tecnologia – e all’interno dei vincoli della Soprintendenza – durante la megaristrutturazione iniziata 31 mesi fa e chiusa il 30 giugno, cioè nei tempi, per i cantieri finanziati dal Pnrr. Dal quale arriva gran parte dei quasi 194 milioni di euro "stanziati e spesi", sottolinea la direttrice generale dell’Asst Fatebenefratelli Sacco Maria Grazia Colombo, nel rifacimento dell’ospedale che sarà presentato ai cittadini tra settembre e ottobre, con un open day. E ha assorbito anche fondi del Piano nazionale complementare o Pnc (questi cantieri devono chiudere entro fine anno), 18,2 milioni di finanziamenti regionali non usati e quasi 61 milioni da Regione Lombardia.