Solo danni e nessun beneficio per l’agricoltura. La pioggia caduta negli ultimi giorni nel Bresciano ha persino peggiorato il bilancio estivo delle imprese agricole, che all’emergenza caldo aggiungono gli effetti sui campi di grandinate e raffiche di vento. Secondo Coldiretti Brescia, negli allevamenti bovini più attrezzati - dotati di ventilatori, nebulizzatori e sistemi di raffrescamento - il calo produttivo del latte dovuto allo stress da caldo si attesta tra il 5 e il 10%. Nelle strutture sprovviste di sistemi di refrigerio le perdite possono arrivare fino al 20%.

Anche nei campi la situazione è delicata: senza precipitazioni significative già dalla metà della prossima settimana potrebbero rendersi necessari turni irrigui più restrittivi, con il rischio di non riuscire a garantire l’approvvigionamento a tutte le aziende nei momenti più delicati delle colture. Le situazioni più critiche riguardano mais, foraggi e ortaggi nella pianura, mentre nelle aree collinari cresce la preoccupazione per vigneti e oliveti. In montagna, invece, l’attenzione è rivolta ai pascoli, alle sorgenti e alla disponibilità di foraggio per gli allevamenti.

"Gli agricoltori stanno utilizzando ogni goccia d’acqua con grande attenzione e responsabilità, ma il margine di sicurezza si sta riducendo rapidamente – sottolinea la presidente di Coldiretti Brescia, Laura Facchetti (nella foto) –. È necessario accelerare gli investimenti in invasi, infrastrutture irrigue e sistemi di accumulo che permettano di trattenere l’acqua quando c’è e utilizzarla nei momenti di necessità". L.B.