Un gol banale ci seppellirà.

Dopo quaranta giorni di calcio e magie, dal tiro a giro di Cabral contro l’Argentina a quello di Julián Álvarez alla Svizzera, adesso arriva il momento delle giocate ovvie.

La finale mondiale promette eternità, ma spesso si decide con un gesto comune.

Un tocco sotto porta, una respinta, un calcio di rigore.

Molto spesso si segna da vicino, su occasioni ad alta probabi…